Una breve raccolta di cosa hanno scritto nel corso degli anni di Gioacchino Greco.
- “Il Greco era il Morphy del diciassettesimo secolo, e si può tranquillamente affermare che in brillantezza e fertilità di invenzione non è mai stato superato.”JA Leon, 1900.
- “Le partite del calabrese Greco possono essere considerate d’esempio per principianti e giocatori intermedi; anche il più devoto conoscitore della scacchiera trovare nei suoi tanti colpi di scena sconosciuti ed eleganti modi di giocare, che arricchiscono o completano le sue esperienze”.Tradotto dal tedesco, Max Lange.
- “Giocatore che non trovò un suo pari in nessuna parte del mondo”. Pierre Bayle.
- “(…) di tutti gli autori più famosi che hanno scritto intorno alla maniera di giocare agli scacchi, non ce n’è uno che abbia mai trattato questa materia con scienza maggiore di quella con cui il Calabrese l’ha trattata.” Da “Le jeu des eschets, traduit de l’italien de Gioachino Greco”, edita a Parigi da Delarue nel 1843.
- “Greco è stato giustamente celebrato come un giocatore di prim’ordine, e il suo lavoro è considerato dai buoni giudici come esibizione di grande abilità e ingegno, e ricco di situazioni brillanti e istruttive…”. William Lewis.
- “Ci sono molte partite in cui Greco gioca con i suoi avversari irrimediabilmente surclassati, e si ha l’impressione che fosse un maestro di tattica e di partite aperte, e che fosse così avanti rispetto agli altri giocatori del suo tempo che si trattava, in effetti, di un caso di grande maestro contro giocatori valutati tra 1000 e 1800. Ogni tanto, Greco affrontava qualcuno che sapeva reagire, il che ci consente di vedere le abilità posizionali di Greco. È possibile che alcune, o anche tutte, le partite siano state inventate, ma anche se fossero state invenzioni, mostrano comunque una comprensione degli scacchi secoli avanti rispetto al suo tempo… Non c’è mai stato, e non ci sarà mai più, un giocatore così avanti rispetto al suo tempo”. Jeremy Silman