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IL GIOCO DEGLI SCACCHI A COSENZA

di Renato Zupi.

Prima che venisse fondata la ”Associazione Scacchistica Cosentina G. Greco”, il gioco a Cosenza era rimasto confinato in una dimensione per così dire privata, celebrato da una ristrettissima cerchia di adepti in qualche salotto, con estemporanei incontri all’ora del tè, e forse anche su qualche tavolino dei Caffè cittadini.

Rappresentazione di Caissa, opera di Domenico Maria Fratto (1669-1763)

La generazione d’anteguerra, che aveva – sia pure in questi limiti – tenuta accesa la fiaccola di Caissa, era costituita da figure distinte e signorili, nei modi e nei comportamenti, appartenenti per lo più al mondo delle professioni e della borghesia cittadina, che hanno lasciato, assieme al rimpianto per la loro scomparsa, un ricordo vivissimo nella successiva leva di giocatori: è doveroso, pertanto, dedicare loro un cenno di ricordo.

Chi ha avuto il privilegio di conoscerlo, mai potrà dimenticare l’immagine del Dott. Claudio Fagiani (valente radiologo), elegantissimo, perenne sigaretta accesa sul bocchino (all’epoca non esistevano divieti), intelligenza vivissima, refrattario alla teoria ed amante del bel gioco di una volta, cortese e disponibile finanche nel caricare sulla propria Lancia col cambio a cloche (non ne ricordo il modello) un gruppo di scacchisti “in erba” non automuniti né patentati –tra cui il sottoscritto – e nel viaggiare, quotidianamente, una intera settimana con loro fino all’Hotel “Agamar” di Cirella, per vivere assieme l’avventura del primo torneo nazionale svoltosi nella nostra provincia.

Il Dott. Cesare Florio (ginecologo), presenza monumentale, tenace giocatore posizionale ed avversario insidioso, specie per un neofita, organizzava talvolta incontri nel salone di casa propria, complice una squisita ospitalità… condita dall’esca delle impareggiabili pastiere siciliane preparate dalla moglie.

Il decano di quella generazione era (o ci sembrava lo fosse, apparendo il più sofferente nella imponente figura) il Comm. Geom. Arturo Citriniti, bravo giocatore, persona dalla proverbiale cortesia. Oltre che amante degli scacchi fu un vero sportivo “a tutto tondo”, cultore, in gioventù, di varie discipline dell’atletica leggera con lusinghieri risultati, ricoprì anche varie cariche nell’ambito del Coni provinciale, arbitro, cronometrista, fiduciario provinciale della F.G.I.; notizie più dettagliate sulla sua attività sportiva sono reperibili su internet col suo nome e cognome nella pagina Veterani dello Sport Cosenza.

Il Prof. Bruno Bianchi, preside dell’Istituto Geometri, bravo giocatore anche lui, con qualche pecca dovuta alla emotività. Secondo Presidente dell’Associazione Scacchistica, ha ricoperto tale carica per diversi anni. Ricordo un suo vezzo, che non mancava di suscitare qualche ironia, quello di annuire puntualmente col capo non appena l’avversario avesse effettuato la mossa (come a dire “me l’aspettavo”), indipendentemente dal fatto che la mossa in questione fosse, nella posizione di gioco, la migliore o la peggiore possibile. Quante lezioni di umiltà i più giovani hanno potuto trarre dal confronto con questa generazione più matura!  Michele Valva mi raccontava di essere stato letteralmente “sbaragliato” nel primo confronto avuto con il Preside Bianchi, che aveva affrontato sottovalutandolo con la sufficienza propria dei più giovani (del che si era poi lealmente scusato con l’avversario) e mi testimoniava di aver tratto da ciò una lezione preziosa, non soltanto di gioco, ma soprattutto di vita.

Il Prof. Ildo Bova, sempre gentile con tutti e modesto, era però il giocatore più insidioso nella “pattuglia” degli anziani, anche perché dotato di notevoli capacità tattiche. Come avversario non andava mai preso sotto gamba, pena il rischio di ritrovarlo in posizione superiore; tenace nell’atteggiamento di gioco, non dava mai la posizione per compromessa, prima di aver realmente perso la partita, che disputava battendosi fino all’estremo.

L’Ing. Francesco Mari, già Presidente dell’Ordine, Professionista universalmente stimato, riceveva gli scacchisti nella bella ed ospitale casa in Corso d’Italia; mi ricordava Raul Rugiero (che abitava nei pressi) di avere, giovanissimo, disputato con lui le prime partite. 

Il Prof. Dionisio Perri, gentile figura di ottimo scacchista, che ebbe successivamente a frequentare l’Associazione per diversi anni.

Il Prof. Domenico Gaudio (Mimì), primo Presidente dell’Associazione Scacchistica Cosentina G. Greco, giocatore di discreta qualità ed amante quasi esclusivamente delle partite “blitz”, non era un assiduo del gioco al pari degli altri “anziani”, ma ebbe a prestarsi con cortesia e disponibilità all’esigenza di ricoprire la carica e rappresentare così la nidiata di giocatori, per la più parte ragazzi, dell’appena costituito sodalizio.

Spero di non aver omesso alcun altro giocatore del periodo “ante Associazione”.